Ed Harry prese il fucile

Un tempo era una cosa normale, anzi dovuta. Eppure, con il passare degli anni, il capo di un popolo a mano a mano indietreggia dalla prima linea alla scrivania. I soldati visti dall’alto sono oggi pedine sacrificabili, non più fratelli con cui condividere gloria e morte.
Il caso del principe Harry mi ha fatto molto riflettere e anche molto piacere a dir la verità. Senza entrare nel merito della legittimità o dell’utilità delle guerre in corso e senza neanche voler interpretare le motivazioni delle scelte del Principe del Galles, sono rimasto stupito e piacevolmente sorpreso dal comportamento di un ragazzo di neanche 24 anni ricco, famoso e potente, che si ritrova oggi a rischiare davvero la vita per la sua bandiera.
E mi viene in mente quando i nostri politici, cantando l’inno nazionale, arrivano alla strofa “…siam pronti alla morte…”
harry.jpg

2 comments so far

porca troia vinarelli, come sono arrivato a leggere “…siam pronti alla morte…” mi sono venuti i brividi! LL’haiu troppu n’to cori. A NOI !!!

donniesblando
Marzo 3rd, 2008 at 14:50

E’ che vivere nella capitale ti sta forgiando l’orgoglio nazionale

Il Vinarelli
Marzo 3rd, 2008 at 14:57

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